IL PRINCIPE

Possiamo dire che tra i diversi poli liturgici ve n’è uno che meno attira l’attenzione e spesso resta appartato: come un armadio, un mobile che può essere preso e spostato, non un punto fisso cui far riferimento. È il confessionale, o luogo della riconciliazione: dove avviene il passaggio che permette di tornare a riconoscersi nella grazia dopo ogni vicissitudine della vita. L'elemento di diversità che questo progetto ap- porta è una nuova concezione del confessionale: si tenta di ampliare lo spazio destinato alla riconciliazione pensando ad una intera stanza piuttosto che ad un singolo armadio. Tale ambiente si materializza in una successione di due spazi: uno avente funzione meditatoria per il fedele che si approccia alla confessione, l'altro che accoglie il momento della confessione stessa. Il confessionale vero e proprio si inserisce in fondo alla stanza nera ed è caratterizzato da una volumetria che esalta la dualità dell'incontro tra penitente e confessore e da una chiusura parziale verso l'esterno tale da ricreare un ambiente decisamente intimo e sicuro da sguardi esterni. Diventa fondamentale il ragiona- mento simbolico condotto sulle atmosfera che questa stanza debba avere. Si è voluto ricreare un ambienete di raccoglimento utilzzando il nero come colore dominante spezzato da scritte in bianco riportante passi del vangelo.

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